Agner, traversata di scialpinismo da Sud a Nord

Lo scialpinismo di primavera regala sempre grandi emozioni!


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E' vero, non siamo ancora in primavera, ma mancano pochi giorni e le condizioni quassù in Dolomiti sembravano anticiparla, nonostante poi sia tornato il freddo.. Ma ormai i colori e le ore di luce ci fanno sentire immersi o almeno proiettati nella nuova stagione. Le bellezze dello scialpinismo primaverile sono tante.. A partire dalle luci dell'alba quando muovi i primi passi con gli sci in spalla perché a basse quote si è già sciolta la neve (è vero, la sveglia prima dell'alba non si può certo far rientrare tra gli aspetti positivi.. Ma poi ne vale la pena!). A me piace poi vedere i prati e i fiori, per passare dopo i primi 100/200 metri nuovamente immersi nel bianco dell'inverno. Poi il bello è che vanno in condizione tutte quelle lunghissime e articolate gite che prima di un bel po' di mesi di assestamento del manto nevoso non osi fare.. E così ti trovi immerso in ambienti galattici, con mille e mille metri di dislivello sulle gambe e, ciliegina sulla torta, se puoi fare tutto questo in traversata, ovvero: parti da un punto, attraversi una lunga distanza con gli sci, e termini la gita in un punto diverso da quello di partenza.


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La traversata del monte Agner, nel gruppo delle Pale di S. Martino, è stato tutto questo.

Siamo partiti da Frassené con una bella luce da primissimo mattino (le temperature erano molto fredde quindi ci siamo ampiamente risparmiati la partenza illuminata dalle lampade frontali) ed abbiamo percorso la via normale di salita all'Agner, quindi sul versante sud della montagna.



Con passo veloce abbiamo raggiunto prima il rifugio Scarpa e poi il canalone di accesso alla ferrata, dove si tolgono gli sci. La ferrata è solo in parte attrezzata ed abbiamo trovato parecchia neve sul versante che ci ha fatto rallentare il ritmo, ma salvo qualche traverso un po' carico di riporti da vento, è tutto filato liscio fino all'arroccato bivacco Biasin, già ben visibile per l'intera salita.



E' stato emozionante vivere l'Agner in inverno, per la prima volta.

Diversi anni fa scalai il suo spigolo nord lungo la via Gilberti-Soravito. Era una calda giornata di fine agosto e, grazie ad un bivacco in parete sulla comoda cengia a metà salita, raggiunsi poi il bivacco Biasin ben riposata e di buon'ora: non c'era quindi motivo di godersi una pausa in quel luogo magico. Questa volta invece, essendosi nascosto il sole dietro alle nuvole e soffiando una certa brezzolina gelida, fu un piacere entrare 10 minuti al riparo della rossa scatoletta di latta, bere un bicchiere di tè caldo e restare meravigliati per quant'è bello lassù!



La discesa si effettua sul versante nord, dentro al lunghissimo Vallon de le Scandole: un canale veramente eterno e godurioso da sciare con pochi centimetri di neve fresca e sicura.

Il canale è solo in parte interrotto da un imbuto di roccia dopo i primi 250 metri (possibile calata di 15 metri). Noi l'abbiamo trovato con molti riporti da vento che ci hanno dato molti pensieri e non poco filo da torcere, quindi il consiglio è: evitate di trovarvici dopo giornate di forte vento perché non è così tanto incassato da rimanere riparato.



Gli ultimi 400 metri di discesa, invece, sono stati un bel ravanaggio, perché caratterizzati da risalti a cunette difficilissimi da sciare tra alberi e soprattutto arbusti, vecchie valanghe e lingue di ghiaccio fatte emergere dai pendii svalangati.. Ma, ahimé, si sa che la Val San Lucano è così: non si può vivere un'avventura completa in San Lucano senza imbrecanate! Intravedere la macchina oltre il torrente Tegnas.. E' stato così una bella soddisfazione!




NOTE sulla discesa

Attenzione ad abbandonare il vallone a quota 1650m in coincidenza con la forcella del Col Negro. Da qui la discesa si fa meno divertente perché siamo su un classico "zoccolo" delle pale, quindi mughi, strettoie e rocce. Seguire i ben visibili bolli rossi.

Attenzione poi, poco prima di raggiungere la stessa quota del bivacco Cozzolino, si incontra un salto di ghiaccio: due balze di tre metri ciascuna di ghiaccio verticale, difficile da arrampicare in discesa, ma probabilmente aggirabili o, ad ogni modo, dipende dalle condizioni (noi abbiamo in parte arrampicato in discesa e in parte attrezzato una doppia su spuntone).


Verificare bene le condizioni dell'itinerario, sia in salita che in discesa, in primis per una questione di sicurezza (soprattutto per il pericolo di valanghe nel Vallon de le Scandole, il quale non presenta scappatoie) ed in secondo luogo per la sciabilità della parte finale.


SCHEDA TECNICA:

Punto di partenza: Frassené, loc. Domadore 1180m

Punto di arrivo: Prà, piazzola con indicazioni per bivacco Cozzolino

Dislivello in salita: 1700m (fino in Cima), 1450m (fino al Bivacco)

Dislivello in discesa: 2050m

Attrezzatura: oltre alla normale dotazione da scialpinismo, noi avevamo imbrago, piccozza, ramponi, corda da 20m (sapevamo che la calata ad inizio Vallon de le Scandole non era necessaria perché ben innevata)


Se volete qualche dettaglio in più o se desiderate essere accompagnati in avventure simili.. Non esitate a contattarci, sarà per noi un piacere condividere insieme le stesse emozioni!

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